"Avere un campo base nel mondo è necessario. Viaggiare senza mettere in ordine quello che si è raccolto lascia insoddisfatti, e allora ci vuole molto tempo, da qualche parte, per fare questo riordino. Un viaggio senza ripensamento “non ammucchia”, come dicono i giapponesi, svanisce nel nulla. M’interessa molto viaggiare, ma m'interessa anche il risultato del viaggiare". Pezzi d'intervista di Andrea Bocconi a Fosco Maraini
Il grado di shock culturale tornando a casa dipende da quanto ci siamo integrati in culture straniere e allontanati dalla nostra. È probabile che tra noi e i nostri affetti si sia materializzata una barriera, dovuta alle esperienze e al cambiamento che il viaggio ha portato.
Prima di tornare cerchiamo di fermarci un po’ per ricaricare la mente: magari in una bella spiaggia bianca che porti pochi stimoli, dobbiamo cominciare a familiarizzare con l’idea del rientro. Ci saranno preoccupazioni in avanzo quando torneremo a casa, quindi proviamo a pianificare una strategia in anticipo: dove vogliamo stare, chi vogliamo vedere e così via.
Durante il viaggio teniamo aggiornati amici e parenti con e-mail, così eviteremo di raccontare tutto un sacco di volte e di annoiare i nostri interlocutori.
Rimaniamo in contatto con gli amici che ci siamo fatti in viaggio: aumenta le probabilità di rivederli, di avere un posto dove stare (e una guida) quando andremo all’estero la prossima volta e ci permetterà di avere una rete di sostegno gratuita.
Cerchiamo di essere pazienti. È normale sentirci superiori rispetto a quelli che ci stanno intorno e non hanno fatto simili esperienze internazionali. Avremo la tentazione di “far loro capire come stanno davvero le cose”, ma ricordiamoci che le nostre idee potrebbero non avere un gran successo.
Diamoci da fare. Al rientro, una o due settimane di riposo bastano a farci riprendere dalla fatica del viaggio. Cerchiamo subito lavoro o iscriviamoci a scuola se è quello che vogliamo fare.
Rinfreschiamo i ricordi. Riordiniamo i nostri appunti di viaggio, non si sa mai che possano venire pubblicati.
Se tutto fallisce (finanze a parte), l’unica cosa che possiamo fare è ricominciare a viaggiare. Non dobbiamo per forza fare un viaggio lungo, basteranno piccole azioni come prendere il treno o dormire in un ostello a farci sentire nuovamente bene.